Il POF

Il contesto

Il territorio di Cavezzo appartiene alla bassa pianura modenese. Confina a nord con Mirandola e San Possidonio, a est con Medolla, a sud con San Prospero, ad ovest con Carpi e Novi di Modena.
Cavezzo è stato pesantemente colpito dai terremoti dell'Emilia del 2012, in particolare dal sisma del 29 maggio 2012 che ha provocato due vittime e distrutto molte aree del paese.
«[…] Secondo i dati del tavolo provinciale di monitoraggio aggiornati al mese di ottobre 2012, le unità produttive coinvolte dal sisma che hanno potuto aprire procedure semplificate per l’accesso ad ammortizzatori sociali, in tutti i comuni interessati, con causale “Evento Sismico” per i propri addetti sull’intero territorio provinciale sono state 2.414 (pari al 3,5% delle imprese allora attive in provincia) con 25.874 lavoratori coinvolti (pari al 10,9% degli addetti totali): si tratta di una media di circa 11 addetti per azienda»1.
Il tessuto economico del paese è stato mantenuto grazie al vigore dei piccoli, medi e grandi imprenditori che, nonostante le innumerevoli difficoltà quotidiane, hanno saputo e voluto credere nella rinascita di Cavezzo. Le aziende che operano sul territorio gravitano principalmente nel settore secondario; non mancano attività fiorenti ed in crescita nel primario e terziario.

Evoluzione demografica

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Etnie e minoranze straniere

Gli stranieri residenti nel comune sono 1.029, ovvero il 13,9% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[Dati del censimento 2011.]:

  • Cina, 285
  • Romania, 137
  • Marocco, 137
  • Tunisia, 137
  • Albania, 104
  • Pakistan, 44
  • Ucraina, 30
  • India, 27
  • Moldavia, 26
  • Ghana, 21

L'Istituto Comprensivo

L’edifico che ha ospitato le scuole medie prima del sisma, pur non avendo subito rilevati danni, necessitava di importanti interventi
per migliorarne la prestazione sismica e consentirne quindi un uso sicuro da parte degli alunni.
Si è quindi pensato di realizzare una struttura modulare prefabbricata in legno che garantisse elevate prestazioni sismiche ed energetiche. L’individuazione della tipologia costruttiva è derivata dalla collaborazione con la Comunità delle Valli Giudicarie (Trento) che ha proposto un’iniziativa di solidarietà, a favore di Cavezzo, agli enti pubblici e ai privati che ha consentito di raccogliere una parte significativa delle risorse necessarie.
Progetto esecutivo Scuole Medie

Il nostro progetto di scuola pone al centro dell'azione formativa l'alunno nella sua globalità. L'azione educativa prevede un approccio agli ambiti del sapere che parte dall'esperienza concreta e, attraverso una sistematizzazione, fornisce gli strumenti per leggere la realtà.
Il POF, cioè il Piano per l’Offerta Formativa, è la carta d'identità con cui la scuola si definisce nei confronti delle famiglie, degli studenti e della realtà locale e costituisce la base per gli impegni reciproci da assumere per realizzare le finalità della scuola.
Tenuto conto della realtà sociale e culturale del nostro territorio, la progettazione del piano dell’offerta formativa prevede che accanto alla didattica disciplinare curricolare, vengano proposte attività formative di approfondimento supportate da un’azione volta all’innovazione metodologica e articolate nelle cinque aree di progetto dedicate agli alunni:

  • accoglienza;
  • continuità, verticalizzazione ed orientamento;
  • inclusione e valorizzazione delle diversità;
  • sostegno al successo formativo;
  • benessere.

Grande spazio è dato allo sviluppo dei linguaggi espressivi affinché ogni alunno possa manifestare meglio le proprie caratteristiche.
Il POF, infatti:

  • illustra la struttura, l'organizzazione della scuola e le attività che vi si svolgono;
  • presenta tutti i progetti, le attività e i servizi offerti dall'istituto
  • illustra le modalità e i criteri per la valutazione degli alunni e per il riconoscimento dei crediti
  • descrive le azioni di continuità, orientamento, sostegno e recupero corrispondenti alle esigenze degli alunni concretamente rilevate.
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Gli obiettivi che il P.O.F. si pone sono:
  • garantire un'organizzazione più funzionale
  • estendere il campo dell’offerta formativa
  • elevare la qualità dei servizi
  • permettere il confronto con l’utenza, per verificare quelli che sono i reali bisogni di alunni e genitori
  • aprire la scuola al territorio
  • definire le caratteristiche specifiche della scuola
  • fornire le necessarie informazioni alle famiglie, agli enti locali o ad altri soggetti coi quali la scuola opera.

Viene redatto dal Collegio dei Docenti partendo dall'analisi dei bisogni e delle risorse del territorio e dall'attenta valutazione delle competenze professionali del personale scolastico.
Deve essere approvato dal Consiglio d'Istituto.


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